Battaglia per il Quirinale(3)

grillocosìGrillo fa le capriole; Berl esulta, Bersani un po’ meno, mentre Renzi lo guata; Monti è grillato insieme a Fini e Casini. Tutto sommato, agli italiani non è andata male. Che cosa è davvero accaduto?

Cominciamo dai grillati. Monti e la sua banda non hanno ingannato sufficientemente gli italiani. Non è bastata né la complicità dei nemici di BXVI né la sconcia sceneggiata sulla pelle dei due marò lasciati nelle mani dei carcerieri indiani fino all’imminenza delle elezioni. Monti cercherà di dare ancora fastidio e ha armi per farlo, legato com’è alla cupola finanziaria internazionale. Fu lui a strutturare il debito pubblico italiano – era giugno del 1981 – per metterlo nelle mani delle grandi banche d’affari. Egli, consigliere internazionale di Goldman Sachs, può scatenare speculazioni devastanti anche grazie alla tessera del Bilderberg Group e della Trilateral. Tutta la speculazione che ci ha devastato appartiene a questa cupola. La speculazione è portata ad effetto anche con trucchi da codice penale come le transazioni in borsa ad alta frequenza (per saperne di più…). Un parlamento serio metterebbe la faccenda sotto inchiesta e questo potrebbe essere un buon banco di prova per il M5S. Staremo a vedere.

[La prima legge che dovrebbe varare questo Parlamento, se vuole bene all’Italia, è fatta di tre articoletti: art.1) Chiunque abbia ricoperto funzioni a carico dell’erario italiano non può lavorare a favore di istituzioni straniere (eccetto UE, ONU, NATO e OSCE), statali o private, dotate o prive di personalità giuridica, prima che siano trascorsi 5mila e 400 giorni dalla cessazione dell’incarico;  art.2) chiunque abbia operato per conto di istituzioni nazionali straniere, statali o private, dotate o prive di personalità giuridica (eccetto UE, ONU, NATO e OSCE), non è candidabile in alcuna delle elezioni amministrative o politiche italiane, non può essere membro del Parlamento; né può essere chiamato a ricoprire cariche amministrative in qualsivoglia organismo statale; art.3) chi violi l’art.1 è soggetto a una pena detentiva da 10 a 20 anni di carcere e a un’ammenda di 5 milioni di euro e comunque non inferiore a tre volte i compensi lordi percepiti.] Il lettore non può immaginare che pulizia si farebbe.

Piazzo la NotiziaTorniamo a noi. Bersani ha ragione a non esultare troppo. Ha vinto di misura alla camera, avrà il premio di maggioranza ma, in quanto al governare, i problemi sono piuttosto acuti e lo saranno ancora di più quando la fronda interna al Pd comincerà ad agitarsi. Basti ricordare Ventola e il suo acuto da soprano dedicato alle unioni per gli omosessuali, come se le famiglie italiane non avessero altro cui pensare. E Bersani suda freddo.

Il più fortunato di tutti ma anche il più sfacciato è Berl. Mena vanto d’aver fermato la sinistra come se non fosse evidente che la sinistra fu frenata da M5S, per il quale hanno votato in massima parte i giovani, i disoccupati e i dipendenti delle MPI, consapevoli che il loro futuro è insidiato tanto da Monti quanto da Bersani, ma altrettanto consci che Berl s’è rivelato troppo ondivago per meritare ancora fiducia.

Che cosa comporti nella realtà questa bizzarra composizione del Parlamento, lo vedremo presto. Non mette conto pensare a elezioni anticipate. Il PD sa bene che un ritorno alle urne porterà ulteriori voti dagli astenuti solo a Berl e Grillo, senza calcolare che non pochi fra quanti votarono PD potrebbero orientarsi diversamente dacanti a una nuova scheda elettorale. Il PD quindi azzanerà la cadrega e non la mollerà costi quello che costi.

Teniamo sempre presente che l’obiettivo strategico è la designazione del prossimo inquilino del Quirinale. Il viaggio di Napolitano negli USA e le esternazioni di Obama e della culona hanno questo al centro. Qui si giocherà tutto Napolitano, consapevole che tanto a Berlino quanto a Washington gradiscono che il suo successore sia Monti o un sottopanza del prof.

Ben presto vedremo che cosa preparano per cogliere l’obiettivo.

I rapporti di forza che si determineranno in Parlamento, in vista delle elezioni quirinalizie, diranno che cosa vi sia davvero nei piani di Berl e di Grillo. Bersani, dal canto suo, aspetta che i piani glieli passi qualcuno e saranno in troppi a voler fare da suggeritore, a cominciare da un D’Alema ringalluzzito dallo scivolone di Monti.

PS: Il lettore perdoni questa notazione personale. Non ho votato. Arrivato sulla soglia del seggio, come tanti del resto, non me la sono sentita. La mia iniziale volontà di votare Grillo, incoraggiato anche dall’ottimo Elio Paoloni (leggi qui), s’è disciolta quanto improvvisamente ho rammentato una foto che precedentemente avevo del tutto rimosso: Grillo con Dario Fo. Una mistura orrida per chi ricorda gli anni ’70 e ’80, con le macabre esibizioni a favore dei terroristi.

Il tempo e soprattutto l’operato di Grillo diranno se ho fatto bene a rinunciare al voto per la prima volta in vita mia. Per ora teniamolo d’occhio e vediamo se quanto si dice contro Grillo – per esempio qui , qui e inoltre qui – sia fondato o falso. Se egli vorrà dare davvero un segnale di camabiamento non potrà dimenticare di esigere che gli acquisti di greggio e gas siano pagati in Euro. Altrimenti continueremo a essere penalizzati nelle esportazioni da un dollaro inflazionato e ancor più bastonati, com’è stato finora, nelle importazioni energetiche.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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8 risposte a Battaglia per il Quirinale(3)

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  2. oscar dice:

    Piero, non ho capito bene.
    Esplicita!

  3. gabry dice:

    IL popolo e’ arrabbiato e ha scelto il voto di protesta ,PD ePDL è bene che tendino la mano a GRILLO perche’ e’ il voto del popolo se adassimo presto di nuovo al voto per ingovernabilita’,GRILLO raddoppierebbe i voti poiche’ non sappiamo bene chi c’e’ dietro al movimento spero nel dialogo delle parti .

  4. raide dice:

    Ho votato Beppe Grillo, di errori di gioventù ne ha fatti tanti, come altri sproloqui detti durante la sua campagna elettorale, secondo me non inficiano la novità del suo movimento e la capacità di voler fare bene. Come presidente della repubblica abbiamo tra le mani solo nomi di scarso valore e allora, o prendiamo uno di meno di 60 anni e non so chi sia o … di certo prodi, amato, d’alema e gli altri hanno pensato poco all’italia e tanto per sé, vedremo. Chissà la bonino…

    • Non è così semplice. Se quella foto con Dario Fo è un vaticinio – e mi pare lo sia viste le ultime sollecitazioni di Grillo a Fo – dietro di lui potrebbero esserci le stesse gang che manovrano più scopertamente con Monti Bildberger. Non è solo l’economia in gioco, ma tutto l’assetto della società e le radici della nostra civiltà. La Bonino, a sua volta, può essere un ripiego, ma solo per le stesse forze che ci hanno impoverito. Torneremo sull’argomento.

  5. marco dice:

    Hai fatto bene a non votare Grillo. E’ un antisemita, nemico d’ Israele, Paese democratico che ha ottime relazioni diplomatiche, economiche e culturali con l’ Italia !

  6. aldo dice:

    Va benissimo così. Essere arrivati alla soglia del seggio è già tantissimo. Sull’operato di Grillo nessuno può fare previsioni, però se vale il precetto evangelico “Dai frutti li riconoscerete” di frutti ne ha già dati, e ben gustosi. Vedremo il resto poi.

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